• Valeria Gulotta

Borgo Parrini, la Barcellona segreta di Gaudì a Palermo



... piove!


... diluvio ... lampi e tuoni da ieri notte! Tutti i miei programmi di escursione, andare a mare, montagna, giardinaggio ... tutti rimossi causa troppa pioggia!


Le nuvole toccano l'orizzonte e dal mio terrazzo i pappagallini, le tortore e i gabbiani sono ammucciati (nascosti) sotto un capannone o in mezzo agli alberi. Li sento cantare ma sembrano anch'essi scocciati di questa pioggia che sempre è programmata tra Sabato e Domenica ... e io ... scocciata più di loro e quasi costretta a passare la Domenica in casa.

Mi guardo intorno: panni da lavare, passare l'aspirapolvere ... stirare?


No ... tutto questo non può essere, pertanto mi alzo, lavo le tazze del caffè e sparecchio il tavolo della colazione, mi vesto come se l'estate fosse finita, prendo ombrello e convinco il mio compagno a smuoversi, prendere la macchina ed uscire.

Mi guarda un pò sbigottito ma consapevole della sua impossibilità a contraddire una leonessa-ascendente-leone-testona si sbriga e usciamo: direzione?


Guardando il tempo a Palermo, no, non ci possiamo allontanare troppo ... pertanto ci instradiamo in direzione Partinico, un piccolo centro nella provincia Palermitana .... Borgo Parrini ... e quindi: Borgo Parrini sia!

Miracolo .... uscendo da Palermo mi rendo conto che la città sembra sovrastata dalla Nuvoletta-di-Fantozzi e quasi per miracolo si inizia ad intravedere il sole, poi il cielo si apre ... e ricomincia il caldo.


Pentita dell'abbigliamento indossato inizio a svestirmi ... prima tolgo il copricollo e poi la giacchetta .... per restare in jeans e polo!

Uscendo dallo svincolo per Partinico, vediamo le indicazioni che portano a Borgo Parrini, una piccola frazione di cui si ha notizia già dal 1500, che negli ultimi anni è stata sapientemente ristrutturata e rivalorizzata dai residenti secondo uno stile artistico che ricorda gli edifici di Gaudì a Barcellona.

Ehm ... Borgo Parrini ... Parrini ... eh certo, in Siciliano è il nomignolo per identificare i Preti .... (in Sicilia per dire "ci sono i preti" si dice " ci sunnu i parrini") ed esattamente si deve dire che la storia di questo borgo inizia nel XVI secolo, quando i Padri Gesuiti di Palermo, decisero di acquistare alcuni terreni agricoli nei pressi del paese di Partinico. Agli inizi del ‘700, i Gesuiti fecero costruire in quei terreni alcune strutture, tra cui un mulino, svariati magazzini, torrette di avvistamento, abitazioni per coloni e braccianti, ed una chiesetta.


Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, nel 1767, la proprietà del borgo passò in mano al principe Francese Henri d’Orleans, che ne volle sfruttare i fertili terreni per la produzione del moscatello dello zucco, un vino molto apprezzato nell’Europa del XIX secolo.


A partire dal secondo dopoguerra, come migliaia di altre frazioni italiane, la popolazione iniziò ad abbandonare il posto, per trasferirsi nelle grandi città, di conseguenza molti edifici rimasero disabitati per decenni. Negli ultimi anni, grazie all’intuizione di un imprenditore e dei pochi residenti, il borgo ha conosciuto una nuova vita e a poco-a-poco, le casette vengono ristrutturate con uno stile che ricorda molto il modernismo catalano di Antoni Gaudì, con forme particolari, opere d’arte e colori sgargianti. Anche pavimentazioni e muretti sono stati ricostruiti secondo il nuovo stile, che attira così tanti visitatori in questa piccola Barcellona Palermitana.


Passeggiando in questo microscopico borgo il nostro olfatto viene attirato da un profumino ... come morti di fame seguiamo l'odore arrivando alla fine della stradella principale ed esattamente ad un piccolissimo panificio che stava sfornando il pane di paese cotto a legna. Mii ru ciavuru (mi che profumo)!!!!

Oh Biedda Matri (come si fa a tradurlo ... esclamazione Sicula ahahhahah), prendiamo due filoni da mezzo chilo ciascuno e ci accingiamo ad uscire quando, quasi per incanto, frontalmente e quasi ammucciato (nascosto) appare un picciotto (ragazzo) davanti ad un piccolo tavolo ricco di bel di Dio: pane appena sfornato, pomodoro tagliato a fette, formaggio, ricotta, olive sgusciate, acciughe, salumi locali, peperoncino, olio d'oliva, rosmarino, origano.... esplodeva di tutti i sapori e profumi Siciliani per soddisfare le voglie di-noi-mangioni ...

Mentre io scappo da tanto buon cibo, il mio compagno-magro-palestrato, attirato dal profumo coinvolgente, si scosta da me e si fa condire il pane-caldo-cotto-a-legna con pomodoro, olio d'oliva locale, origano, formaggio, acciughe e olive e mentre addenta il pane davanti a me guardandomi con quella cattiveria mista a soddisfazione tipica di chi ha fame e può mangiare, io lo guardo con tutto l'odio al mondo di chi invece sviene-sempre-di-fame ma deve perdere 13 chili e sono a dieta-ferrea .... immaginate gente, immaginate i miei pensieri poco amorevoli e poco condivisibili ...

Ritorniamo a Palermo e ci imbattiamo nella nuvoletta Fantozziana giusto in tempo per essere inondati da un bell'acquazzone estivo. Preparo il mio pranzo poco luculliano, pesato al grammo, e addento i miei miseri 50 gr di pane appena acquistati come se non ne avessi mai mangiato in tutta la mia vita.


Sicilia, la meta dove camminando per strada ingrassi solo con gli odori!


A presto ...

Valeria

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