• Valeria Gulotta

Il Mio Viaggio in Sicilia: da Agrigento per Ragusa!

Aggiornato il: set 9


Diario di Viaggio: partenza da Agrigento verso Ragusa


... e anche oggi la sveglia suona, ma alle 7:30 questa volta. Ma che dire .... la colazione in terrazzo alle Terrazze di Montelusa è sublime: croissant (da noi si chiamano cornetti) appena sfornati, crostate fatte in casa sono ben gustati con il pititto (fame) del mattino.


Rientriamo in camera a sistemare i bagagli, salutiamo i graziosissimi proprietari e un breve tragitto ci porta a vedere la Valle dei Templi. Un obbligo ... un piacere ... un cercare di immergere i nostri sensi a quando i Greci erano in Sicilia

... passeggiando per la Valle dei Templi sotto "il pico del sole" (con il sole cocente) non è il massimo: il sole batte sul terreno e lo sento colpirmi in faccia come una palla che rimbalza ... la mia faccia diventa bordeaux ma il mio spirito e voglia di rivedere per la millesima volta questo luogo mi dona la carica a continuare il tragitto.

Penso a quanto sarebbe bello avere degli occhiali tridimensionali, indossarli, e fare un salto visivo nel passato ... hai presente rivedere gente vestita come nel 450 a.C che cammina vicino a te, i colori della Valle dei Templi e l'inesistenza dei palazzoni agrigentini che dagli occhiali spariscono ... esatto, un salto fittizio nel passato. Mi chiedo: ma con la mega tecnologia è mai possibile che nessuno ci abbia mai pensato? Creano giochini interattivi pazzeschi, ti sembra veramente di cadere nel vuoto o essere ucciso da un mostro galattico e non si riesce a realizzare qualcosa di unico che faccia "vivere la storia" ... si vede che non-crea-business-


Ci rimettiamo in macchina e ci dirigiamo verso Gela senza sostare ... eppure Gela, al tempo dei Greci era una potenza politica incredibile. Devo dire che in passato sono stata al Museo a Gela ed è gigantesco e al solito, come succede in Sicilia, non ben commercializzato. Se le stesse opere e reperti fossero a Londra o New York ci sarebbero file interminabili di persone pronte a spendere più di eur 20/eur 30 solo per vederle ... invece? Siamo in Sicilia e siamo incapaci di promuovere bene la nostra terra ....


Meriterebbe una sosta a Piazza Armerina per vedere la mitica e meravigliosa Villa Romana del Casale, patrimonio UNESCO ma non abbiamo il tempo e non è prevista nel nostro mini-circuito .... questa volta, cara Villa Romana, vieni boicottata da una breve sosta a Caltagirone, cittadina barocca famosissima per le Ceramiche Siciliane.

Posteggiamo la macchina e ci incamminiamo verso la Scalinata di Santa Maria del Monte: 142 gradini decorati di ceramiche siciliane fino ad arrivare alla parte superiore della città. Si perchè nel 1606 venne costruita questa scalinata per collegare la parte antica della città alal cittadina nuova.

Passeggiando ci si imbatte in centomiliardi di negozietti di ceramica locale che vendono piatti e vasellame con colori giallo-blu ... ma da buona sicula 100%, il mio occhio cade sempre su un pezzo, che amo, che non compro solo perchè in questo istante spendere circa eur 300 (e anche più) mi viene impossibile alle mie povere tasche: le Teste di Moro!


In casa da me, in terrazzo, starebbero divinamente bene!

La singolare foggia di questi vasi deriva però da una macabra leggenda, ambientata a Palermo, che non tutti conoscono. Storia di tradimento, di uccisione e tanto altro e la testa sgozzata di LUI appesa al balcone e adornata di basilico per non farlo puzzare ... accura picciotti (state attenti ragazzi), i fimmini sicule sunnu nnu periculo (le donne siciliane sono un pericolo) ... ecco, mai tradire una donna Siciliana (leggi di più, è interessante da sapere: https://www.tourofsicily-it.it/post/gestisci-il-blog-dal-tuo-sito-live-e-da-mobile)


Riprendiamo il tragitto verso la campagna Ragusana!


Si sta facendo tardi, La macchina ci porta campagne-campagne: vaste pianure, ruote di paglia che ci avvisano della raccolta ultimata del grano, muretti a secco che delimitano le proprietà, alberi di ulivo e carrubbe ... e tante mucche che liberamente passeggiano. Che spettacolo il Ragusano! Che meravigliose che sono le persone che vi abitano.


E' buio attorno e il navigatore di google è la nostra salvezza. Conosco bene la zona visto che ho la campagna a Scoglitti, ma il buio sovrana e nelle strade di campagna le illuminazioni sono scarse o quasi inesistenti ...


Avete presente: dal buio appare la luce?

No tranquilli ... sono viva, vivissima ... era giusto per farvi entrare anche a voi nella sensazione provata: il buio completo della campagna, le cicale che cantano, le civette e i pipistrelli che volano, le stelle e il cielo, la luna ... e dal nulla appare lui: il Castello di Donnafugata. Se fossimo arrivati prima sarebbe stato possibile visitarlo, ma sono le 21.00 ed è troppo tardi ... immergersi nelle campagne ragusane, arrivare al Castello ... e .... attorno al castello la presenza di una fattoria dove alle ore 21.00, le mucchine carissime hanno fatto una puntatina per andare a nanna passando nelle stesse stradine dove adesso passo io: le cacchine ... anzi le caccone puzzose sono una cornice alle stelle, cielo, vista del castello ... e l'odorino della fattoria memorabile al nostro nasino ahahhahahahah pertanto, mai mettersi scarpe aperte con 9 centimetri di tacco a spillo ... fuori luogo!!!!

Vale comunque la pena fermarsi in zona ed è d'obbligo cenare al Castello, una piccola trattoria sita a due passi dall'ingresso principale del Castello, dove ci servono le Scacce. Vi chiederete: socco sunnu? (cosa sono) ... una sfoglia sottilissima di pizza dello stesso spessore della lasagna, arrotolata almeno 5 volte e condita con cipolla, salsa di pomodoro e formaggio Ragusano DOC .... croccante e morbida contemporaneamente, una goduria amplificata all'ennesima potenza ... ebbene, anche io le so cucinare, ma mangiate in loco sono un'altra cosa.

.... per poi terminare la nostra cena al chiaro di luna con un dolce tipico della zona: gli 'Mpanatigghi con cioccolato e carne". Sono seria ... si ... risale alla dominazione spagnola in Sicilia un tipo di dolce inventato nel 600 dalle suore di un convento di Modica che per dare sostegno ai frati predicatori in tempo di Quaresima quando il digiuno era un precetto, camuffavano la carne con cioccolato e mandorle.


Un breve tragitto ci porta a Ragusa Ibla dove un bellissimo letto ci attende presso la Locanda Don Serafino, una struttura boutique nel cuore di Ragusa Ibla.


Sogni d'oro, Valeria






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