• Valeria Gulotta

Il Mio Viaggio in Sicilia: da Ragusa per Siracusa

Aggiornato il: set 9


Diario di Viaggio: sulle orme del Commissario Montalbano da Ragusa per Punta Secca, Scicli, Modica, Cena da Carmeluzzu e poi fino a Siracusa

... e finalmente oggi senza sveglia ... ovvero, mi sveglio alle 8:00 sentendo il caffè che si avvicina a me ... ebbene si, io gradisco il caffè a letto!!!


La colazione ehm ... non odiatemi ... parla da sola!

Immergo il cucchiaino nella granita di gelsi ricoperta di gelsi freschi e accompagnata da una brioche appena sfornata .... parla da sola, vero? Mi odiate? Io no ....


E oggi, anche io, interpretando il ruolo di Motalbano attacco nù babbio (scherzo) dicendo al mio compagno di viaggio: Totò, viri i catamiariti e un ci rumpiri i cabbasisi c'amu a gghiri a Vigata cà matinata! ... ehm, traduco: Salvo, vedi di sbrigarti senza stressare che dobbiamo partire per Vigata .... ecco ... ragazzi, mi dispiace .... ma l'enfasi che trasmette la lingua Siicliana NON può essere tradotto in Italiano e neanche in altra lingua al mondo .... la lingua Siicliana sottolinea e rafforza l'enfasi con la quale dai una comunicazione ... ehm, ovviamente la traduzione "senza stressare" è un modo carino per essere "pudica" ... perchè "un ci rumpiri i cabbasisi" è altro ahahahahha.


Prima tappa di oggi è Punta Secca, la frazione balneare più nota di Santa Croce Camerina. Il piccolo borgo marinaro è chiamato dagli abitanti «’a sicca» per una caratteristica scogliera a pelo d’acqua che si sviluppa davanti la spiaggia. Sin da bambina amavo andare in questa spiaggia, oggi conosciuta grazie alla finction come Spiaggia di Marinella, perchè è sabbiosa e il fondale è basso .... ancora ricordo i castelli di sabbia e le capriole che facevo .... quanti ricordi!

Oggi il mare è una tavola ... spettacolare. Il sole è caldissimo e io mi tuffo .... scusateeee, ma cosa ha Montalbano in più di me? Io pure nuoto, mangio e rompo i cabbasisi ahahahhaha e siccome amo mangiare più di Montalbano, il pranzo è servito nella stessa trattoria che lui ha spessissimo utilizzato: spigola e gamberoni .... ma che vuoi di più dalla vita!!!

Il nostra viaggio prosegue verso Scicli, una cittadina della Val di Noto, anch'essa Patrimonio UNESCO. Bellissimo passeggiare nelle stradine del centro storico e mi diverto a sentire il dialetto Ragusano .... tutto cicci e cca ahahahah ... esempio: <<<la chiave è appesa al chiodo ed è stata la vecchietta ad appenderla>>> .... in Ragusano tutto si trasforma in <<<à ciavi è appizzata nnu ciovo e fu a vieccia ad appizzariccilla>>> ... ora ditemi voi: ma l'Italiano è una lingua? Noooo ... l'Italiano è un'insieme di dialetti diversi che si immischiano creando una specie di lingua unica ... che di unico (unificato) non ha nulla .... poi il Siciliano ancor di più ... a volte non ci capiamo spostandoci di soli 150 chilometri ahahahha. Da noi, quando si parla, ci si riconosce: quello (inteso all'individuo) è Catanese (perchè la cantilena Catanese si riconosce a chilometri di distanza), noo, ma quello è Gelese (perchè ha un dialetto "allungato" con cantilena allucinante. Esempio: geleeeeeese siiii ... quella eeeeeee la fanno diventare allucinante) ... ma tu sei Palermitano di Brancaccio o di Via Libertà ... eh si, perchè il dialetto Palermitano cambia nella stessa città ... dipende da dove abiti ahahhahah e così via per tutta l'isola ... e non mi soffermo al dialesso Messinese capace di trasformare un semplice "Io" in <<<iò> ... o al dialetto incomprensibile al mondo di Piana degli Albanesi, una colonia di Albanesi trasferitasi nel Palermitano che ha trasformato in slang unico la lingua Albanese con il dialetto Siciliano ... oh ... solo tra di loro si capiscono ahahahahha


Ecco, questa è la Sicilia ... un isola all'interno di un'isola!

Il tragitto da Scicli per Modica è veramente bello, muretti a secco che costeggiano le case, immense Masserie abbandonate che ci ricordano il periodo delle baronie, mucche e pecore al pascolo e grandi praterie dove vengono conservate ruote di fieno pronte per essere smistate o vendure .... uno scenario tra mare, praterie e colline incredibile.

Il profumo della campagna ritorna vivo al nostro olfatto e così continuiamo il tragitto verso la barocca cittadina di Modica.

Da lontano, davanti il "Benvenuti a Modica" troviamo il nostro amico Carmelo (nick name per gli amici: Carmeluzzo). Sua moglie ci attende a casa ma siccome io sono una <<<camurria>>> (scocciatura, persona che disturba) invece di tagliare per accorciare il tragitto, gli dico che voglio andare a comprare il cioccolato ... eh si ragazzi .... il cioccolato Modicano è stupendo e soprattutto quello al peperoncino o al sale .... un consiglio: Cioccolateria Bonajuto

Prodotto nella città siciliana di Modica, questo cioccolato, di ispirazione Azteca è uno dei segreti meglio custoditi al mondo ed è arrivato a noi durante la presenza Spagnola. Il “Cioccolato di Modica” si presenta di colore nero scuro con riflessi bruni; rustico, quasi grezzo, con granuli di zucchero lasciati grossolani che gli conferiscono, oltre alla particolarità nel gusto, una brillantezza di riflessi quasi come “pietra marmorea”. Il suo gusto vellutato, che persiste; gli aromi nelle loro qualità lo accompagnano divinamente.

La sua lavorazione, che avviene quasi a freddo (max 35/40°), gli permette di far rimanere inalterate le proprie caratteristiche organolettiche e di poter quindi gustare a pieno sapori e profumi d’oltre tempo. Tutto ciò lo differenza dagli altri tipi di cioccolato, rendendolo originale e quindi unico nel suo genere. In questa Cioccolateria puoi trovare tanti tipi diversi di cioccolato: con il Sale di Marsala, con le Mandorle, con i Pistacchi di Bronte, con il Peperoncino (il mio preferito), con le Noci,... ma anche al Latte d'Asina, alla Vaniglia, alla Cannella ... ma non solo cioccolato. Anche il liquore al peperoncino .... i biscotti .. e non potete non assaggiare i mitici Mpanatigghi e i Nucatoli ...


... e Annalisa ci attende ... chiama ... e io dal telefonino di Carmeluzzo sento la sua voce che dice <<<ma unni siti?>>> (dove siete?) ....


Carmeluzzo ci fa strada con il suo SUV e noi con la nostra piccola macchinina che a confronto sembra la mia 126bis di quando ero diciottenne, arriviamo nelle campagne Modicane: latte di mandola fatto in casa ad accoglierci .... si perchè in Sicilia, se vuoi dissetarti devi bere il succo d'arancia o l'acqua e anice tutone oppure il latte di mandorla .... non puoi chiedere un semplicissimo bicchiere d'acqua ahahhahah


Aiuto Annalisa ad apparecchiare in terrazza: l'orizzonte si perde tra non so quanto ettari di campagna coltivati ad olive e agrumi .... al canto degli uccellini che rientrano nei loro nidi e ai pipistrelli che si apprestano ad iniziare la giornata in cerca di chi mi massacra: le zanzare. L'autan e io siamo un tutt'uno ... o l'autan o la vita!!!!


Dovete sapere, che in paese, le donne cucinano ... e le donne Ragusane sono delle vere e proprie massare (gente che lavora tanto). In estate, in campagna, si prepara il pomodoro per l'inverno, le conserve, le ciappe (pomodoro essiccato al sole), i ciappitieddi (pomodoro ciliegino essiccato al sole), il capoliato (pomodoro essiccato al sole e tritato con basilico) e l'estratto (il concentrato di pomodoro) ... vi pare a voi che queste cose si possono comprare al supermercato?! Seeeeee .... s'annu a fari in casa (si devono preparare in casa) ...

La nonna Rosetta si avvicina per salutarci affettuasamente, era tanto che non la vedevo, e mi mostra il suo arduo lavoro .... e me ne regala una confezione facendomi giurare che a casa, nel capoliato, devo aggiungere il basilico fresco, un pizzico di peperoncino che fa bene al cuore e l'olio d'oliva buon ... non quello scarso .... quello buono ... ogni promessa è debito!!!

Il tavolo è imbandito come se a cenare stasera ci fosse un'esercito e non ci fosse un domani ... bruschette con capoliato, ciotole con ciappe e ciappitiedde, fette di pane Ragusano fatto in casa con pasta dura, formaggi locali come provola fresca, Ragusano DOC, caciocavallo fresco e stagionato, miele e marmellate varie inclusa quella di cipolle, olive di tutti i colori e generi, Le scacce ragusane ..... una sfoglia di pizza arrotolata su se stessa e condita con pomodoro e cipolla, con ricotta e prezzemolo, con ricotta e salsiccia e con cavulicieddi (broccoletti) .... ma non abbiamo ancora finito la cena!

Cavatieddi (una tipologia di pasta fatta in casa) con sugo di maiale e ricotta infornata ... si può dire di no?


Rotolo lontano dalla tavola per prendere aria perchè tra biscottini e assaggini vari stavo scoppiando .... in Sicilia devi mangiare, chi non mangia non dà soddisfazione a chi ha cucinato e per gli anziani se non hai fame, di dicono: Mangia! Mangia ... senza pane che devi crescere!

Ma che devo crescere io che ho 53 anni ahahahhahaah


L'arrivo a Siracusa è all'1:00 .... del mattino .... il tempo di spogliarmi, struccarmi, mettermi la cremina che illude un ringiovanimento ... pigiamino e il cuscino dell'Antico Hotel Roma 1880 si trasforma in sonnifero puro: prodondamente mi addormento!


Sogni d'oro, Valeria

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