• Valeria Gulotta

Un giorno in villaggio!

Aggiornato il: set 11


Un Giorno in Villaggio: tra esperienze, dialetti, storia e vita genuina di paese!

Commà, come semu cumminati? S'abbieneri ni niautri ccu tto figghia, aviti a' manciari, no ca siti siempri spitittati ... un mi fari fare mala fiura cu me matri c'a v'abbannia!

.... traduco la telefonata del mitico Vincenzo, il quale, invitandomi a casa sua, mi chiede gentilemente di mangiare, sia io che mia figlia, senza fare tante storie altrimenti faccio arrabbiare sua madre .... si perchè in Sicilia SI MANGIA ... ed è proibito mettersi a dieta!

Il tragitto da Palermo si presenta molto interessante: passiamo da Caccamo. Ci fermiamo per ammirarla da lontano: sorge veramente maestosa su una collina a 520 metri sul livello del mare nel tratto inferiore della valle del Lago Rosamarina. Ricca di chiese, monumenti e di opere d’arte può degnamente essere considerata città d’arte e di cultura. Più la leggenda che la storia vuole che la città sia stata fondata intorno al IV – V secolo a.c. ad opera dei Cartaginesi, tanto chè lo storico Agostino Inveges chiama la città la “Cartagine di Sicilia"; e fonda la propria convinzione sull' opinione di Stefano Bizantino, storico greco vissuto nel V secolo d.c., secondo cui in Sicilia esistette un’antica città chiamata Cartagine..... certo, la zona dovette essere abitata da tempi remoti come testimoniano le sepolture sparse nel territorio circostante.

Arriviamo a Marcatobianco, una frazione di Alia, nel Parco delle Madonie, dove ad attendenderci c'è Vincenzo (per gli amici Vicè?). Allegria ... solo a guardarlo in faccia, con i suoi baffoni mitici e il suo sguardo brillante e frizzante mette allegria a tutti noi ... le sue battute in Siciliano, il suo modo di interagire con le persone del luogo ....


Un personaggio che cambia dialetto ripetutamente come se avesse tutta la Sicilia dialettica incorporata e utilizzata al bisogno ... cadenza Sicula-easy con me forestiera e cadenza Sicula-Incarcata (stretta) con i suoi compaesani .... un traduttore simultaneo fatto persona come se io fossi veramente una forestiera del nord Italia piuttosto che una forestiera del sud-cittadina-Palermitanazza .... si perchè una Palermitana di adozione è cittadina-forestiera ahahhahaha


Il paesaggio è incantevole, sole e nuvole si intrecciano all'orizzonte e io mi godo questa giornata in famiglia e in amicizia.

Divertita a vedere i comportamenti e sguardi di mia figlia attonita e sgomenta nello sviare le cacche gigantesche delle mucche per le quali è costretta a fare gincana per non pestarle, tipica cittadina che non ama la campagna, tipica ragazza che la ricotta si compra sigillata, tipica giovincella che le uova vanno comperate in confezioni da 6 al supermercato ... si perchè la città, bellissima e comoda, ti allontana dalla quotidianità e dalle genuinità della vita in campagna ... in città la sveglia suona la mattina, in campagna il gallo chiama ... in città il rumore assordante e i clacson attoniscono i cervelli, in campagna il cinguettio degli uccelli, il belare delle pecore fà da contorno creando musiche naturali che entrano nello spirito e nell'anima.


Entriamo a casa di Sara: piccola casetta con il forno a legna dentro casa come si usava anticamente. Aiutiamo Sara a preparare il pane ..... io direi che impastare è un'esperienza sensoriale ... si perchè immergere le proprie mani nella farina immischiata nell'acqua calda e lievito è un'esperienza sensoriale ... almeno per me! Mia figlia, quasi disgustata nello sporcarsi le mani, cerca disperatamente un rubinetto per lavarsi ... gioventù bruciata!!! ahahahha

L'odore della legna, il calore del forno in piena estate ci costringono ad uscire fuori in attesa che si sforni e intanto prepariamo l'olio, il sale, l'origano, le acciughe e il formaggio per preparare il pane-cunzatu (pane condito).

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso una sorta di “santuario preistorico”, scavato nella roccia viva e in delle “Grotte” che grotte non sono e ospiterebbero la tomba del re Cretese Minosse. Si narra, infatti, che in questo luogo, impregnato di arcaica sacralità, si trovi la tomba di Minosse, il re cretese venuto in Sicilia all’inseguimento di Dedalo.


Racconto la leggenda di Monosse a mia figlia, di Dedalo e del Minotauro e vedo il suo interessamento e frenesia nel salire gli scaloni che portano alle grotte.

Alcuni studiosi le hanno definite “granai”, facendo derivare il termine Gurfa dall’arabo “Ghorfa”, divenuto in siciliano “Gurfi” che significa, appunto, “magazzino”, visto che gli arabi le destinarono a quest’uso. Secondo gli storici sembra che le “Grotte della Gurfa” siano la più grande Thòlos, costruzione funeraria, del Mediterraneo e il costruttore di questa grandiosa architettura “mostrava la memoria dei modelli di case e tombe a Thòlos ciprioti di Choirokotia e del Megaron ligneo anatolico-frigio di Gordion”. Questa informazione solletica ulteriormente la mia curiosità con una leggenda che proprio leggenda non è.


E si rientra a casa, carichi di energie, di consapevolezza che anche in campagna ci si diverte .... e certi che il cibo a chilometro-zero sia in assoluto il più gustoso al mondo!


... e se volete contattarci per sperimentare ciò che in primis provo su me stessa, scrivetemi o scriveteci ... magari vi rispondo io, allegramente, per trasferirvi le mie emozioni, perchè questo è il mio lavoro che si sposa perfettamente con la mia vita ....


Buona notte ragazzi e sogni d'oro

Valeria


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